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Amicizia&web: una contraddizione in termini?

ritratto di Caino
Pubblicato da Caino il Lun, 22/02/2010 - 16:23
  • Articolo
  • Società

 

Volevo inviare un modesto articolo riguardo un argomento di carattere generale, ripeto “di carattere generale” in quanto casi particolari si incontrano sempre e vanno trattati per quello che sono: eccezioni.

Perché questa premessa? Semplice, perché vorrei parlare di Amicizia e della valenza perversa che questa parola assume nel web, oltre che delle implicazioni di questa deviante perdita di senso del termine.

Intanto mi sono andato a rinfrescare il significato di “amicizia”, tanto per avere una definizione oggettiva da cui partire; in qualsiasi dizionario della Lingua Italiana si legge:


 

“legame tra persone basato su affinità di sentimenti, schiettezza, disinteresse e reciproca stima”


 

ecco questi sono i valori su cui, normalmente, è basata un'amicizia: in particolare “schiettezza” e “reciproca stima”.


 

Un momento di meditazione e confronto su questa materia era latente da parecchio nei miei pensieri ma è divenuto impellente&necessario a seguito della mia iscrizione (lungamente rinviata) nel social network Facebook.

Avevo già chiarissima da fin troppo tempo la consuetudine, esistente nel mondo di internet, di abusare dei termini “fiducia”, “solidarietà”, “stima” e correlati; consuetudine talmente radicata e da tanti anni in uso da aver completamente svuotato di significato i sentimenti sopra citati.

Ecco, ritengo uno dei peccati originali che affliggono il web sia proprio la vacuità con cui si esibiscono sensazioni e stati d'animo.

Il vuoto di valori, in quest'ambiente, è continuamente amplificato e perpetrato dall'abuso di parole che diventano solo degli sbiaditi mantra propiziatori o, nel caso peggiore, delle vere e proprie trappole emotive in cui attirare il maggior numero possibile di persone.


 

Un esempio fra i più deleteri è l'inflazionatissimo utilizzo del termine “amico” in Facebook.

Il vocabolo “amici” compare innumerevoli volte in quel programma; ma che significato verrà mai dato a quella parola da chi ti chiede “amicizia” in fb quando, magari, in luoghi contigui e poco tempo prima ti aveva malamente apostrofato, ad esempio in questo modo:



 

“Dato che qui le persone vengono per scrivere, per confrontarsi, e per svagarsi, le polemiche come questa sono di troppo, e quelli che le alimentano pure.”



 

Ovviamente “quelli che le alimentano” sarei io:

allora con che faccia chiedi, caro il mio maldestro nick, un'amicizia alla medesima persona (col medesimo pseudonimo) che avevi brutalmente invitato a sgombrare il campo solo qualche giorno prima?!

Naturalmente questo è solo un banale esempio, che però si ripete all'infinito nell'ottusa ambiguità del mondo virtuale. Sempre rimanendo nell'ambito dell'esempio appena citato, con che coerenza un soggetto mi viene a chiedere amicizia, come può chiedere/offrire reciproca stima se un attimo prima voleva eliminarmi dalla sua schizzinosa visuale? Io me lo spiego in un sol modo: indifferenza&opportunismo.

Quindi quale sarà l'onestà intellettuale di questi incostanti esseri? Come fare a dimostrare schiettezza in questi luoghi se gli impulsi primari vengono travisati con così evidente leggerezza?

Amicizia, Trasparenza, Onestà sono bandiere che ormai non hanno più senso nel virtuale: troppo facile è diventato spendere parole (chiacchiere) sui principi fondamentali che regolano il rapporto tra persone, troppo facile diventa (qui) trasformarsi in splendenti tutori di un adamantino ordine, troppo facili diventano le dichiarazioni autoassolutorie di difesa di valori superiori come la tutela delle libertà in questa o quella comunità, troppo semplice diventa sollevare una mannaia a protezione del diritto dei singoli ad aver fiducia nei propri simili. Sarà anche banale ma il vecchio detto “predicare bene e razzolare male” non è mai stato più vero.

Il termine “Amicizia”, nell'universo virtuale, è stato totalmente svuotato del significato canonico per assumere quello di “visibilità”, nel senso che a pochissimi qui interessa ascoltare ciò che ha da dire il prossimo mentre la stragrande maggioranza è proiettata e compresa nell'assurdo compito di mettersi in mostra e quindi più “amici” si hanno più si diventa visibili.

Ovviamente ci sono altre eccezioni virtuali del termine, ad esempio quelli che cercano amici solo per pubblicizzare un proprio intento, solo per avere un pubblico a cui ammannire le proprie idee.

Oppure ci sono quelli che collezionano amici come fossero figurine della Panini, od ancora quelli che usano l'amicizia come fosse una specie di tessera di un partito di voltagabbana.

In pratica, se il web è divenuto un mondo così viscido, infido e vuoto è anche a causa di persone come quelle rappresentate nel mio piccolo esempio, persone che hanno totalmente smarrito il senso del termine Schiettezza.

Per ultimo e per estrema chiarezza ripeto ancora una volta che, fra i milioni di nickname che popolano questo piccolo universo, si trovano anche delle persone che è un onore ed un piacere poter chiamare Amici, ma questo non cambia di un ette il senso generale della mia riflessione

.



 

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ritratto di Judith G.

Ciao Caino. Chi ti chiede

Pubblicato da Judith G. il Lun, 22/02/2010 - 16:47.

Ciao Caino.

Chi ti chiede amicizia su fb lo fa per curiosare tra le tue cose a meno che non sia amico tuo nella realtà giornaliera della tua vita. Per me facebook è solo una mostra, una galerie di persone curiose, per pubblicità o perchè non hanno cosa fare, a parte i giovani ragazzi che si divertono sul sito.Quando si ha molto tempo libero si naviga molto in web, quando lavori molto sei solo stanco......................Ciao

Judith
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ritratto di Caino

Judith..

Pubblicato da Caino il Lun, 22/02/2010 - 17:55.

..era proprio ciò che volevo dire io: un po' alla volta si è smarrito il significato reale del termine "amico", tanto lo si è perso che qui "amicizia" è divenuta, di volta in volta, sinonimo di curiosità, pubblicità, opportunismo, egocentrismo e chi più ne ha più ne dica.

Ma io, assieme agli ultimi romantici (ingenui?), ci credo ancora e credo fermamente nella condivisione profonda con chi reputo amico nel senso canonico della parola.

buona serata :-)

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ritratto di NumeMarte

le parole contano

Pubblicato da NumeMarte il Lun, 22/02/2010 - 18:46.

la frase citata é mia se ben ricordo, non capisco il nesso con l'analisi che hai fatto nel tuo articolo, forse quando ti sei  iscritto a fb il sistema ti ha segnalato che anche la redazione di neteditor é iscritta? e dunque? non é una richiesta di amicizia mirata é una segnalazione automatica di fb. E comunque io sono uno della redazione non La redazione e comunque a proposito di coerenza mi pare che tu sia ancora qui ad usare questo spazio nonostante il fatto che strumetalizzi le mie frasi insinuando il dubbio nel lettore che chi ti fornisce questo spazio sia solo ed unicamente un "opportunista" e che quindi ne deduco il suo fine sarebbe quello di "sfruttare" per fini propri te e tutti i frequentatori del sito. Parole pesanti delle quali gradirei delle prove circostanziate e precise altrimenti la tua si chiama diffamazione. L'unica cosa che resta alla fine di tutto il tuo articolo non é un'analisi sull'uso e sull'abuso della parola amicizia nel web ma una constatazione che quella mia frase che citi é sempre attuale.

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ritratto di who-fausto

ma amore mio

Pubblicato da who-fausto il Lun, 22/02/2010 - 21:58.

ma perché mi fate sempre queste cose?

Ti aspetto, lo sai. Invece di impiegare il tuo tempo a scrivere cose così lunghe, perché non mi scrivi più le poesie?

M'è fari vecchiu? Andiamo, va'. E ogni tanto pensami, invece di andartene in giro a far chi sa cosa!

E non ti posso manco controllare, io... ormai sai anche come sfuggirmi

E l'amicizia lasciala stare: abboni semu misi, iò hai u focu pi ttia, e tu mi cerchi l'amicu...

Mi sintisti?

 

fausto

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