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Esercizi Letterali

ritratto di domenicodeferraro
Pubblicato da domenicodeferraro il Mar, 09/03/2010 - 22:17
  • Altro
  • Poema

 

PAROLE IN LIBERTA’  : ESERCIZI DÌ MARZO
 
 
Semantica semenza , grammatica esistenza   
macchiate  di sangue , dove presero vita    
etimologie  d’antichi volgari illustri.
Ditirambi  e rap improvvisati  accompagnano
l’ ignaro lettore per il mondo delle lettere.
Perduto nella  ricerca d’un concetto  nuovo
colorare i tristi grigi giorni ,mentre  qualcuno  si frigge un uovo
sfogliando testi dai denti storti , sorridendo ai   commenti altrui.
Attraverso  il paese delle fandonie  a cavallo di ippocampi ipocondriaci 
 galoppando nel regno  delle allegorie   narrare
l’oscuro senso della poesia. Combattendo contro
tropismi  o paradigmi , andare dove si pare
contemplando il mistero delle  vocali e  consonanti .
Smarrito nella moderna odissea attraverso la metropoli   
addolcita da una dionisiaca canzone  di marzo
accompagnato dal coro  dei  folletti , satiri, impiegati e panettieri,
 cantanti e rigattieri ,  dottori ed infermieri.   
Accompagnato da una volgare villanella   per vicoli e quartieri
si  ridesta  il mistero dell’arte e la sapienza delle cose mute.
Non sapere d’essere morto   passare tra la folla accattona
aspettare l’autobus delle venti   per far ritorno a casa
ragionare su vaghi concetti,  sulla vita d’illustri personaggi.
Viaggiare con l’immaginazione  per luoghi lontani
divenire , svanire senza neppure aver bevuto
un bicchiere  di vino  alla taverna  del pirata.
Tristi libri in attesa d’essere letti  taciti  in librerie
 tisici,  mistici, testi   d’ autori poco famosi    
d’ amori che rincorrono altri amori.
Giudizi vaghi e menefreghisti   di cinici intellettuali
pronti a criticare chiunque   a rimpicciolire ciò che hai creato.
 Sentirsi oggetto d’un  povero caso letterario per  amici e colleghi ,
scapestrati personaggi d’un  melodramma, ubriachi
per strada al suono di  musiche neomelodiche entusiasti nella loro ragione d’esistere. 
 In questo  caos di forme e figure , interpreti e delinquenti  , sceneggiate improvvisate  
 per  uno spettacolo  infimo e popolare.
 Ma ogni cosa si ribella al dolore,  chiudere gli occhi e navigar lontano 
oltre le  mitiche  colonne d’Ercole  verso misteriosi
 luoghi sconosciuti , ai margini d’un pianeta sempre più piccolo.
Accordato alle  note vocali dell’ esule  canto del popolo
poi di nuovo paura di cadere, afferrarsi al vero, al certo
ai fatti   ,all’ illustre   senso della vita.
Mentre imperversano nell’etere dibattiti culturali ,inciuci
bazzecole , barzellette proposte senza senso , conclusioni  irrisorie
frutto di fenomenologie e frasi scurrili   d’itinerari fiabeschi
teschi e scherzi ,altri sfizi  di vari lanzichenecchi .
Sboccia , sciancato e sciupato il fiore della prosa  
ed il suo  personale profumo  inebria gli incapaci
al ballo degli increduli   che fa impazzire gli imbecilli.
Giorni pigri riverso sul letto sfogliando libri d’avventura 
sognando di fuggir lontano ,correndo il rischio di perdersi
nel regno delle favole   ,forse non vale la pena
o forse è un modo come un altro  di fuggire da se stesso . 
Consapevole della propria mediocrità ,bagnato  da  violenti improvvisi acquazzoni ,
il giallo intenso delle mimose rende gaia la  prematura primavera ,insieme 
al  fiorire degli alberi di pesco  che annunziano la mite stagione 
 colorando i delicati lineamenti   d’una musa  ricorsa da un fauno su una moto  
attraverso le strade stracolme  di  turisti e  apprendisti artisti che hanno allungo subito .
Rimanere  ignaro di cosa sia successo e non saper  più dialogare   con la luna o le stelle,  
apprendere inconsapevolmente la logica delle cose , i lunghi amori contemplati , la voglia di rinascere. 
 Ascoltare per ore gli adolescenti , il  chiacchiericcio delle signore ,l’illusione d’essere o non essere
. Dove tutto finisce ha un suo nuovo inizio , gli amanti  inseguono  le amate   mentre
quest’ultime rincorrono   ,gioielli  e glorie. Svegliati  , scrivendo l’ultima pagina del proprio  diario  ,
svegliati , inginocchiato   per terra aspettando che passa la morte prima che la messa finisca
per sentirti di nuovo vivo   , sicuro del tuo futuro. Guarda  in avanti senza indietreggiare ,
affronta il male e le  sue colpe , il popolo e le sue illusioni ,
il verbo il suo   amore , venduto a metà prezzo in infimi  luoghi ,
dove un uomo incontra una donna , dove il bene diviene una breve illusione  in questo terreno  sogno letterario.
 
 
 
 
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ritratto di nictrecinque42

Caro Domenico, mi ha

Pubblicato da nictrecinque42 il Mer, 10/03/2010 - 13:14.

Caro Domenico,

mi ha incuriosito "poema", termine molto meno usato di "poesia" e per questo sono venuto a leggerti.

Ho fatto bene. Le tue parole in libertà mi hanno colpito molto favorevolmente anche se ho fatto fatica in alcune parti a seguire i tuoi ragionamenti e talvolta mi sono trovato anche in disaccordo su ciò che scrivi.

Però non è questo il punto, ciò che enunci ha una sua logica e una sua valenza nel tuo essere in parte arrabbiato col mondo in cui viviamo e molto critico sulle ingiustizie che giornalmente sopportiamo.

Dal punto di vista stilistico ho poche cose da segnalare, fra queste direi certi spazi di battitura non eliminati, e le virgole (difetto comune a molti) lasciate libere di vagare, mentre di regola vanno di fianco alla parola che le precede.

Quisquiglie dirà qualcuno, ma sono queste piccole cose che danno fastidio all'occhio di chi legge e un po' diminuiscono la bellezza del testo.

Ottimo esercizio marzolino, tutto sommato.

Nicola

Sono qui per imparare e non per litigare.
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ritratto di domenicodeferraro

Grazie per il commento,

Pubblicato da domenicodeferraro il Mer, 10/03/2010 - 21:56.

Grazie per il commento,

 mi scuso  per la  mia non perfetta forma  stilistica e grammaticale e proprio vero che

gli esami non finiscono mai  e forse a furia di sentire   commenti  in proposito  come il tuo  Nicola alla fine

imparero ad essere più attento nello scrivere. Grazie ancora Ciao.

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