A PROPOSITO DI "SOFFERENZA"

A proposito di “sofferenza”
Conoscere la causa del proprio soffrire è una magra consolazione.
Anzi nemmeno magra, perché la sofferenza non ha mai una sua giustificazione, e mai è veramente accettata.
E, comunque, ogni “perché” non è definito e risolutivo, ma ne riporta ad altri con ramificazioni in svariate direzioni.
Io soffro per questo motivo X.
Ma perché proprio io?
E tizio perché no?
Ma se io non fossi nato in tale famiglia?
Se non fossi passato da quella strada?
Se non fossi stato un barbone?
Se non fossi stato un "diverso"?
E perché essere barboni e diversi deve giustificare guai e sofferenza?
Se..se. Troppi!
E nessuno valido per accettare e comprendere la propria, di sofferenza.
Tanto che c’è chi non vorrebbe più rendersene conto.
Ma l’accorgersi di soffrire, finché c’è vita, non si può annullare: né negli uomini, né negli animali.
Certo ci sono diversi gradi di coscienza nell’intenderla, ma la sua "essenza" rimane tale.
Raggiungendo l’apice quando si è prigionieri di una mente malata.
Vivi, scambiati per morti da seppellire.
Proviamo a pensare ad Edgar Allan Poe: sepolti nella mente, senza poter chiedere aiuto, ma sapendo.
O a Prometeo, mentre l’aquila si sta cibando del suo fegato per ritornare domani, e ancora, e ancora: legato ed impotente.
Perché una mente sana è il bene più grande che l’uomo possiede, e tutto il resto, per importanza, viene dopo: compresa la paura di morire.
ho quasi timore di
ho quasi timore di commentarti, però concordo al 100%
"una mente sana è il bene più grande che l’uomo possiede"
quella che però lo espone maggiormente alla percezione della sofferenza.
Ricordo quel che mia nonna ripeteva spesso: lumi e timuri finu a 3 jorna dopu morti. Le è stato concesso di morire con la mente intatta alla bella età di 94 anni. Sopravvisse al dolore per la morte di un figlio metabolizzando con perfetta lucidità di pensiero...
Timore?
E perchè mai?
Guarda che non mordo!
Scherzo.
Grazie per l'attenzione, almeno siamo in due.
Maria Pia
il tuo post
è molto interessante, Maria Pia. Certo, arrivare a tarda età con la mente lucida ed un fisico acciaccato ma tutto sommato sano sarebbe un gran bel traguardo, ma non è una fortuna riservata a tutti, purtroppo. Mi chiedo, però, se avere una mente lucida quando soffri di un male incurabile, quando non sei più autosufficiente, sia sempre un bene... Per qualcuno, forse, sarebbe meglio non capire cosa sta vivendo ... Grazie dello spunto di riflessione
Cara Arcel,
Quello che dici è vero. Ma nessuno sa, con precisione, il grado e il tipo di sofferenza che prova una persona non cosciente.
Secondo me, in una situazione peggiore rispetto a chi comprende e che almeno può contare sull’aiuto del proprio pensiero, pur guardando in faccia a una terribile realtà.
Un abbraccio
Maria Pia
Testo che , nellla sua
Testo che , nellla sua essenzialità, pone la questione delle ragioni e della necessità del male inteso come sofferenza individuale. Mi vengono in mente Voltaire, Leopardi, Manzoni e quant'altri.
Dimostri grande profondità, Maria Pia, ed uno stringente e piacevole argomentare.
Adele,
Adele,
il tuo parere per me vale oro!
Maria Pia