Pasqua (La Piccola Strada Antica)
Abito in una piccola strada antica, troppo piccola per essere un mondo e troppo grande per essere ignorata. I suoi abitanti hanno dato inizio ai preparativi per la Pasqua.
Non tutti, intendiamoci. I Fassinidi se ne guardano bene. Intanto, perchè sono della vecchia guardia comunista, e festeggiano solo la parte meramente laica della faccenda, quella dei giorni di ferie connessi, per i quali organizzano qualche gita speciale. Quest'anno, a sentire radio condominio, saranno a Marsa Alam (sotto un ombrellone Knirps, sufficiente a contenerli tutt'e due).
E poi, perché la parte gastronomica del Week End Santo si risolve per loro in un pasto regolare con apertura di una colombina smunta, senza uvetta, né canditi, e tanto meno granella di zucchero. Un dolce penitenziale, da trappisti in punizione, affettato giusto per correttezza politica nei confronti della festa altrui.
I coniugi Zicchidda saranno più sardi che mai: e dal loro appartamento - salvo clamorosi abbandoni della tradizione - uscirà il solito profumo di carni grigliate. Per il momento, nulla trapela dei loro acquisti dal carrettino della spesa sobriamente ripieno, e noi vicini non possiamo che immaginare lui, il signor Pietro, che taglia e squarta con sa pattada i bocconcini destinati ai nipoti.
Freddo, determinato, più mostro di Firenze in trasferta che Jack Nicholson sfigurato dalla follia in Shining.
I De Facoceris sono decisamente più visibili. Si dichiarano da soli. Stasera è rientrata Telmaeluis con la Panda 4x4 acconciata a furgoncino e riempita di colombe e uova grandi e colorate. Berludona (Berlusconi sull'asse delle ascisse, Maradona su quella delle ordinate) è sceso con Placenta, lo pseudocane, attaccato alle caviglie. Ha aiutato la figlia a liberare il bagagliaio, occupandosi delle colombe. Invaso dai parallelepipedi di cartone dondolanti, che si aggiungevano l'uno all'altro, ad un certo punto sembrava un gioco di Tetris in cui i pezzi impazziti cascavano sulla base con frequenza inquietante. Telmaeluis, dal canto suo, si è presentata al portone abbracciando due superuova, uno per parte: messe in piedi, con l'increspatura della carta in alto, le due strutture di cioccolato avevano le stesse dimensioni dei seni della ragazza, che pareva così un curioso feticcio amerindio con tre acconciature e quattro tette.
Il signor Arghirò stava rientrando a casa con il nipote.
Si apprestava ad aprire il portone, sbirciando in tralice con curiosità. Vedendomi sopraggiungere, e notando che osservavo i suoi sguardi, mi ha apostrofato: “Mussiù, lei non ha ancora comprato niente?”.
“Niente, signor Arghirò. Le dirò: preferisco un dolcetto semplice fatto in casa da mia sorella”
“Minchia! - ha interloquito il nipote - vorrei vedere!”
Arghirò si è rabbuiato immediatamente, disturbato dalla parolaccia.
Biascicando a voce bassa, ha lasciato andare un rabbioso “Vastasu”, cambiando poi subito il discorso: “Io non mangio dolci. Alla mia età non fanno bene. E poi, da quando è morta quella santa donna di mia moglie, non ho più mangiato un dolce vero. Mia nuora cucina, è una brava ragazza, Ma appunto, chiddu è, 'na brava figghia”.
Il nipote, basito, non sapeva come affrontare il giudizio tanto crudo su sua madre, ed ha deciso
di non aver sentito. Ma il nonno si è risolto a rincarare la dose: “Brava ragazza, si, non meritava un figlio tanto ignorante”.
Per fortuna mia, l'ascensore si è mosso in fretta.
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Ahahahh.....
...ancora una bella risata a termine giornata .Piaciuto Gari, un bello spaccato in chiave ironica (ma sarà reale invece?) del "tuo" condominio, avercene di condomini così esilaranti!
Ciao alla prossima
Un saluto pasquale! (Ahahahh)
la strega
gari
mi ci sto affezionando sul serio a questi tuoi vicini!
quand'e' che mi inviti a conoscerli di persona? :-)))
come sempre, una lettura piacevolissima.
un abbraccio, franca
Strega e Franca, grazie
Alle nuove avventure (ce ne sono tante).
:)
E finalmente eccoli riuniti
E finalmente eccoli riuniti in una festività sacra tutti i condomini del palazzo.
I Fassinidi, spassosi nella loro maniacale osservanza politica, i Zicchidda, sardi con ancora addosso le loro tradizioni paesane, i De Facoceris eccetera eccettera.
Bella la coralità dei tuoi personggi, uno più azzeccato dell'altro.
Bisognerebbe farne un film.
Ciao
Nicola
ho solo estremizzato
alcuni personaggi e alcune caratteristiche. Un film sarebbe neorealistico. Deja' vu.
:))
il
condominio si attrezza .... la farete mai una tavolata tutti insieme? Mi piacerebbe leggiucchiarla e gustarmi le portate. :-)))
No, per carità
ognuno a casetta sua, andiamo tutti d'accordo. Cordialità distaccata. Siamo a Torino.
:))
che ridere!
anche secondo me un dolce fatto in casa è meglio di una colomba comprata, per questo a Pasqua mangio colomba artigianale, uova di cioccolato e dolci tipici casalinghi!
Ascolta, ma i Zicchidda hanno il caminetto? perché sennò l'arrosto non è doc!
E chi lo sa?
Verosimilmente non ce l'hanno. Vabbe', faranno quello che possono. Mmm, magari vermentino e seadas non mancheranno, ma in fondo sono immigrati da troppo tempo.
:))