Mortalità
Propongo alla meditazione di chiunque ne sia interessato, un passo del filosofo Hans Jonas sul senso che la morte ricopre nella vita umana.
" La natalità ( natality per usare un concetto creato dalla mia amica Hannah Arendt ) è un attributo della conditio humana tanto essenziale quanto lo è la mortalità. Essa denomina il fatto che tutti noi siamo partoriti e ciò significa che ognuno di noi ha cminciato ad essere qui quando altri già da tempo vi erano, e ciò garantisce che vi saranno sempre quelli che vedono il mondo per la prima volta, che guardano le cose con occhi nuovi, che si meravigliano quando altri sono resi indifferenti dall'abitudine, che iniziano dove altri sono arrivati. La gioventù, con tutta la sua goffaggine e stoltezza, il suo entusiasmo e il suo domandare è leterna speranza dell'umanità. Senza la sua continua venuta, la fonte della novità si esaurirebbe, poichè coloro che divengono vecchi e sempre più vecchi hanno trovato le loro risposte e si muovono su un cammino solcato. Il cominciare sempre da capo, che si può avere solo al prezzo di un finire sempre ripetuto, è la difesa dell'umanità dal cadere nella noia e nella routine, la sua chanche di mentenere la spontaneità della vita. (...) Ora è evidente che allo stesso modo in cui la mortalità viene ricompenata dalla natalità, la natalitàottiene il suo spazio attraverso la mortalità. Il morire dei vecchi fa posto ai giovani. " Hans Jonas da " Peso e benedizione della mortalità" in " Tecnica, medicina ed etica" ed Einaudi
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Natalità-Mortalità
Il ciclo della vita. Parla bene Hans Jonas. Però è triste, è molto triste tutto questo. Sarebbe bello poter vivere per sempre senza diventare vecchi e rincitrulliti e con la capacità di rinnovarsi ciclicamente e riaprirsi in modo nuovo alla vita. Ma ha deciso diversamente Chi (forse) ha dettato le leggi dell'universo e della vita.
qualcosa
a me mancano molte risposte e moltissime strade non ho ancora percorso. ho la pretesa di scoprire come e' fatto l'universo e di vedere tutti i paesi che si affollano su questo pianeta. il fisico pero' so che non reggera' e so anche che sto rincitrullendo . non ho la pretesa di vedere cosa faranno i miei nipoti. e' un bel pensiero coccolarli e vederli da lassu' ma quando si spegne la luce per me e' chiuso li. avro' qualche rimpianto,pazienza,forse cerchero anche di finire prima ,non voglio la badante. siamo credo gia' andati ben oltre il nostro limite naturale ringraziando la medicina.
Per....
...me diventare vecchi non è affatto divenire rincitrulliti, quelli che lo diventano lo erano anche da giovani, a meno chè non subentra una malattia, è ovvio! La vecchiaia per me è saggezza e ci si può rinnovare anche in vecchiaia eccome, perciò non sono d'accordo nemmeno con l'autore di questo testo. Ma il rinnovamento avviene SOLO con la MEDITAZIONE, su questo non ci piove, ci sono delle cose soggettive e altre oggettive, questa è una di quelle. Inoltre, per me non c'è niente di triste nell'invecchiare, anche se non lo sono ancora e perciò non potrei parlare sull'argomento dato che parlo SOLO per esperienza personale, però mi riferisco a certi vecchi che dire stupendi è dire poco che ho conosciuto.
Un saluto vecchio
la strega