Scampato alla pensione (riproposizione)
“Venga, venga, De Leonardis”.
Il Direttore aveva tutto dell'uomo pragmatico: vestiario elegante, ma non paludato; modi signorili ma non formali; atteggiamento manageriale ma privo di alterigia anglosassone.
De Leonardis si sedette sulla poltroncina ospiti senza aspettare l'invito. Riteneva di poterselo permettere, alla sua età e con il suo stato di servizio. Cionondimeno restò con le chiappe sulla punta della sedia, nell'atteggiamento di chi è pronto per andarsene.
“Si metta comodo – aggiunse il Dir. - non deve firmare nulla e soprattutto non abbiamo fretta. Dunque, immagino che lei già sappia perchè l'ho convocata”.
“Certo, il pensionamento”.
“Ecco, si. Proprio quello. Il mese prossimo compie 75 anni, e pertanto le spetta l'Addio. In teoria, la cerimonia dovrebbe aver luogo il primo di novembre”.
“Come sarebbe in teoria? E' il primo novembre!”
“Si, certo. Ore 10 consegna dell'orologio d'oro. Ore 11 cerimonia dei saluti, 12 pranzo con gli ormai ex colleghi, 14 iniezione letale, 15 sepoltura. Questi almeno i termini di legge. Tuttavia...”
“Tuttavia che?”, chiese il canuto De Leonardis, piuttosto stupito.
Il Dir. si alzò dalla poltrona basculante in pelle, fece il giro della scrivania, gli si avvicinò fino quasi ad appoggiare il naso contro il suo e sussurrò:
“Tuttavia Io So Tutto”.
Tutto che? Che poteva sapere il Signor Direttore della Sede di Torino? Erano tre anni che De Leonardis lavorava di nascosto al piano di scomparsa definitivo, in silenzio, senza i figli in mezzo ai piedi e con la migliore delle complici, la solitudine del vedovo.
Aveva pianificato ogni cosa: la scomparsa tre giorni prima, l'eliminazione delle tracce, il trasferimento bancario di tutti i suoi beni liquidi attraverso i più fidati canali di riciclaggio della moneta, l'acquisto della piccola casa in uno sperduto villaggio del Terzo Mondo.
A trovare la sua adorata Maria ci sarebbe andato presto, e per mere questioni di anagrafe.
Sapeva che lei era andata prima di lui solo per scaldargli il posto.
Ma gli dava fastidio quell'obbligo di legge, che non era stato pattuito cinquanta anni prima, quando aveva firmato il contratto di assunzione.
Pacta sunt servanda, perdìo. E cambiare le regole in corso d'opera era stata una carognata, anche se la rivoluzione veniva dal Bel Partito, o PLGU, Partito Liberale Globale Unificato, quello che in piena democrazia era stato votato plebiscitariamente nell'Europa intera.
“Tutto che?”, recitò malamente De Leonardis, con una faccia tosta senza precedenti.
“Non faccia il furbo con me. Lei ha un piano preciso per sottrarsi alla sua Evaporazione. Lei lo sa che sta programmando un crimine, vero?”
“Io non sto programmando un bel niente! … Ahhh, Direttore, … ma vada a quel paese!”
Oh, là! Si era tolto un macigno dalla scarpa. Tanto, che poteva accadergli? Che lo licenziasse? Non poteva, non esisteva il licenziamento. Era stato barattato contrattualmente dal Sindacato Unico con l'abolizione delle pensioni.
“Non mi frega con le sue contumelie. So tutto. E sono costretto a parlare con la Polizia del Lavoro. Lo sa che non ci si può sottrarre all'Evaporazione. E' un crimine penale, perseguito dalla Polizia del Lavoro, che ha facoltà di esecutare i fuggiaschi dovunque li peschi. Lo sa che è un obbligo morale non pesare sulle nuove generazioni con pretese di sopravvivenza ridicole, e per giunta pagate con un'indennità economicamente onerosa ed eticamente criminale. E' un principio, anzi, Il Principio che ha salvato l'Economia Mondiale Globale, l'Europa e l'Italia. Se oggi cominciamo a stare bene, ad avere conti in attivo e spese corrette, è perchè il fardello dei vecchi è stato eliminato. Niente geriatria, niente sanità senile, niente pensioni, niente provvidenze varie, esenzioni, sconti, tessere, carte argento, niente privilegi. La società gira perchè ognuno si suda quel che consuma. Chi non lavora non mangia, esattamente come avevano profetizzato San Paolo e Lenin. Ecco perchè Lei è un sovversivo, e dev'essere denunciato alle Forze dell'Ordine Democratico”.
De Leonardis scoppiò come se avesse perso la pazienza.
“Occazzo. Forse non sono stato chiaro. Io-non–tramo–nulla!”
“Ma la smetta! Lei dovrebbe essere giubilato il mese entrante. Ha sistemato – guarda caso! - i figli nell'unico settore legibus solutus, la politica. Sono entrambi Liberalgerarchi del Partito. Da anni ha messo in piedi un sistema di donazioni/vendite, per cui non risulta avere alcunchè da lasciare in successione. E' stato un lungo lavoro, e meticoloso. Molto ben sotterraneo. Ben congegnato per beffare quei tapini che il primo novembre saranno lì, in Sala Giubileo, con la siringa letale in mano e i necrofori a portata di barella. Solo che io … ho analizzato tutto da tempo … e …”
* * *
“... ed è per questo che ho taciuto. Ho fatto il diavolo a quattro per venire con Lei”.
“Direttore”, lo interruppe De Leonardis.
Guardava verso il reef e immaginava i marlin che guizzavano ben oltre la barriera.
La sera era calda e ventilata. Il ghiaccio si scioglieva poco a poco nel daiquiri, e una ragazza nera, con fare più affettuoso che professionale, controllava che ai due vecchi sprofondati nella comoda di vimini non mancasse mai da bere.
“Direttore, sarebbe il caso che la smettessimo di darci del Lei. Abbiamo settantacinque anni, cinquanta di servizio, trenta passati insieme … che ne dice?”
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@Garibuja, anche questa non l'avevo letta (ed oggi sono tre le
le ripubblicazioni?). Il tuo stile lo trovo notevole, al di là dell'argomento. Ti obbliga a leggere ad "imparare" come si compone un testo letterario.
Le idee a me non mancano, quindi come vorrei.... oh come vorrei!.
Grazie per la lezione.
Un saluto.
costanza
Ahia! Giusto quello che non volevo
... dare lezioni ad altri. E pensare che per evitarlo ho persino rinunciato a fare il professore (poveri ragazzi).
Eheheh.
:))
p.s. Se vuoi, puoi.
Gary ....
rocamboleschi stratagemmi della mente ... e tu che li cavalchi proprio bene!
Tu sei .... un ottimo fantino delle idee, le conduci dove vuoi, le domi pur lasciandole libere di esistere e andare.
T'è piaciuta questa? Sviolinata il sol maggiore eh eh (non capisco una mazza di musica quindi .... se ho sbagliato l'accordo mi dispiace ma non mi pento!)
E' solo voglia di sghignazzare
la mia. O di esorcizzare l'iniezione letale che ci sarà (ci scommetto) quando sarà il mio turno di andare in pensione.
:)
colpio..
e gradito..!
Colpiti saremo tutti, tranne ...
more solito, quei che i gà massa schei ...
:))
smeraldoeneve a Garibuja
Che dire? Ogni volta che ti leggo, mi si appiccica il naso sul p.c. e rimango affascinata dal tuo elegante e raffinato modo di scrivere. Amo molto Alessandro Manzoni e leggo e rileggo i "Promessi Sposi" perchè a mio avviso è uno scritto eccellente e lasciamelo lo dire...anzi urlare...mi piace come scrivi.
Non solo perchè c'è una logica dentro ad ogni tuo testo, ma perchè c'è un insegnamento....una sottile ironia e tanta ma tanta materia grigia.-
Ecco e pensare che non sapevo cosa scrivere come commento, perchè .....ciao
Piano, piano.
non scherziamo. Non scomodiamo Manzoni. Sul serio, parva non licet componere magnis.
Però ti ringrazio dell'affetto di lettrice.
:))
Cacciatori di vecchi
il tema mi ha un poco ricordato il racconto "Cacciatori di vecchi" (non mi ricordo se l'autore era Buzzati) e, naturalmente, il Fantozzi di Villaggio, ma lo sviluppo è personale , "cattivo" quanto basta e lo stile apprezzabile Insomma mi è piaciuto.
Non ho umoristi
nè men che meno intellettuali di riferimento (Buzzati? Magari. Comunque, confermo. Sul sito della Rai, due minuti fa, mi sembra di aver visto il racconto disponibile in streaming).
I miei ispiratori (istigatori) sono solo i politici, da Dini in poi: sono loro che considerano i vecchi - dopo il nazifascismo, s'intende - il Male Assoluto (Dio li stramaledica).
:)