Io e Lorenzo
Schizofrenia, è questo il nome del mio male.
Non mi scompongo, anzi accetto di buon grado la malattia e la vivo come un’occasione per esplorare posti insondabili ai più.
Ho sempre avuto un carattere volto a cogliere la positività delle cose, aspetto che si è persino acuito da quando sono mutate le mie percezioni.
Dicono che devo curarmi ma io so che ci si cura dalle malattie che fanno star male ed io non sto male.
Se da sola la mia mente è libera di bighellonare intorno al mondo a bordo di una mongolfiera, con le catene imposte dai farmaci è costretta ad arrestarsi sulla terraferma e lì, discussioni di questo tipo sono all’ordine del giorno.
- Quanti anni hai compiuto il mese scorso? – Mi domanda zia Enza, come sempre quando viene a trovarci. L’età per lei è un’ossessione, la memoria un’utopia.
- Trentasette – Le rispondo, armata di pazienza.
- Caspita! – Esclama stupita, come se ieri di anni ne avessi avuti ventiquattro e oggi d’improvviso trentasette.
- Ma non ci pensi proprio ad avere figli? – Questa me l’aspettavo, è da quando ne ho diciotto che me lo chiede con cadenza ciclica perché noi donne, per zia Enza, abbiamo come unico scopo la procreazione. Nasciamo per mettere al mondo altre vite, serviamo solo a questo.
- Ci penso … ma non ci sono i presupposti per farli, non saprei come sfamarli. – Vorrei ricordarle il disturbo mentale da cui sono affetta ma la cosa sembra essere totalmente irrilevante per lei e del resto, tutto ciò che serve per fare un figlio è un utero.
- E mentre aspetti i presupposti ti fai vecchia! Tu pensa a farlo … una volta che c’è, sempre cresce! -
Lo sapevo, sono di nuovo tra i “normali” a dover giustificare ogni mia scelta che non sia stata fedele al calendario e ogni mia rinuncia che non sia legata ad un egoismo. Qui sì che mi sembra di impazzire!
- Almeno sposati no? –
- Non voglio sposarmi. -
- Come sarebbe a dire che non vuoi sposarti? – Seguita l’impenitente.
- Sarebbe a dire che non rappresenta un traguardo per me il matrimonio! – Dichiaro seccata.
- Sai come si chiama questa? Paura, paura di impegnarsi, paura di crescere e di assumersi delle responsabilità. –
No, non ci sto, proprio a me dice questo?Quanto posso reggere ancora? I miei nervi cominciano a cedere. Ha forse dimenticato che sono diventata adulta a undici anni? Ora mi sente, se l’è cercata . Vorrà dire che, una volta presa la mira e sparata la bomba, invocherò la legittima difesa.
- Sai come la chiamo io invece? Certezza di compiere un passo falso ipotecando un qualcosa che non è ipotecabile! Paura che quella benedetta firma diventi nel corso degli anni una scusa in più per lasciare che la vita segua il suo corso, piuttosto che risolversi a prenderne in mano le redini. –
- Ah ah …. quanta ipocrisia nelle tue parole! Dove si andrebbe a finire se la pensassero tutti come te? – sghignazza volgarmente l’infelice. Perché tanto lo sanno tutti che un funerale è cento volte più allegro di un suo qualsiasi quarto d’ora . Malgrado provi compassione per lei, per il suo vissuto e ancor più per il suo presente, proprio non ce la faccio a risparmiarla. C’è un’avvertenza che i medici solitamente rivolgono ai parenti di noi altri : evitare le provocazioni! Evidentemente mia zia è una temeraria.
- Ipocrita io? Ma se sei tu quella che continua a far da cameriera al marito, pur sapendo che lui va a sollazzarsi altrove ogni sera, tra gambe ben più giovani e tornite delle tue! E Non sei forse tu quella che considera motivo d’orgoglio il rientro a casa del guerriero anziché valutare l’ipotesi di collocare una spranga dietro la porta? – Accipicchia se sono stata cattiva!
Mi preoccupo di aver colpito troppo forte e troppo a fondo ma zia Enza è una tipa tosta, so che reggerà anche all’impatto con l’evidenza.
- Secondo te dovrei buttare all’aria tutto quanto abbiamo costruito per qualche scappatella senza valore? –
- Cosa avreste costruito di così unico e speciale? Un rapporto di finzioni e tradimenti? E in quanto alle scappatelle … ho i miei seri dubbi che siano episodi senza valore. Zio Paolo frequenta la stessa donna da dieci anni. –
- Mio marito mi ama … -
- Pensa se ti odiasse! – è fatta, ormai ci ho preso gusto .
- Tutti egoisti al giorno d’oggi! Negheresti un padre a tuo figlio e tutto per un tuo fottuto egoismo ma non è così che funziona il mondo! –
- Farei un figlio con l’uomo che amo e resterei con lui per tutta la vita se i nostri sentimenti evolvessero in maniera sana. E ad ogni modo, non negherei un padre a mio figlio, negherei un marito a me stessa. – Sostengo senza cedimenti di sorta.
- Ma tu davvero credi che un uomo possa stare solo con te per tutta la vita? Sei un’illusa! Nella vita si può anche passar sopra a certe cose per il bene dei figli! Ma tu non puoi capire … tu non hai figli e non hai alcuna intenzione di sacrificarti per averne! –
Ricomincia con la solita solfa … parole d’autocelebrazione tese ad eroicizzare gli ultimi vent’anni di comprovato stoicismo coniugale.
Ed io che sono figlia di genitori ipocriti, che non hanno avuto la forza di scombussolare le proprie abitudini, raccontandosi la palla del “mio bene” per giustificare, a se stessi e agli altri, le proprie debolezze, proprio non posso accettare sragionamenti di questo tipo. Siamo proprio sicuri che sia io la matta?
Devo assolutamente ritrovare le mie fantasie malate. Adoro le mie stranezze e il mio cervello è l’unica cosa sana in questo mondo schifoso. Non voglio guarire, lasciatemi parlare con gli alieni e sedere a tavola con loro la sera, lasciatemi festeggiare l’impagabile dono della follia, seduta attorno a un falò in compagnia dei sette nani, perché io solo so e scelgo dove stare.
Lasciate che soccorra gli elfi dispersi nei boschi e mi commuova alle serenate d’amore di una medusa nel bel mezzo dell’oceano, perché è questo che desidero.
Nel veloce lasso di tempo che intercorre tra il palesarsi di un’idea e la sua messa a fuoco, escogito un piano atto a farmi ripiombare nella malattia e lo eseguo. Due dita in gola e il gioco è fatto! I miei nemici ora sono riversi sul pavimento, insieme ai frammenti di una mancata digestione. Riesco a contarne almeno due di quelle maledette pillole.
Mi sveglio di soprassalto e sono nella mia stanza.
Non ricordo cosa sia successo, né come sia arrivata fin qui, credo mi abbiano sedata … la gente preferisce sedare le anomalie piuttosto che accettarne l’esistenza o discuterne le cause.
Alzo gli occhi e incrocio quelli lucenti e vispi di Lorenzo. E’ seduto ai piedi del mio letto e mi sorride.
- Quanto mi sei mancato! – gli dichiaro senza riserve.
- Anche tu mi sei mancata mamma. –
Lorenzo ha quattro anni ed è il bambino più bello che abbia mai visto. Indossa un pantaloncino corto color del cielo e calzini bianchi fin su al ginocchio. Lorenzo è il bambino che non ho avuto, Lorenzo è un miracolo, il miracolo della mente che qualcuno chiama schizofrenia.
Più lo osservo e più mi convinco che se non fossi malata come loro dicono, oggi la mia vita sarebbe vana come le prospettive d’amore di zia Enza.
FINE
Edito nell'antologia Logos V - Giulio Perrone editore.
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riesci
a lasciare profonde ferite dentro l'anima..brava
proverò
a non buttarci sopra il sale nei prossimi racconti! ;)))
Grazie Giovanni
giulia... Io penso che a
giulia...
Io penso che a volte per vivere bene la vita che si prospetta davanti a noi.. andiamo alla ricerca di un diversivo.
di un qualcosa che in realtà non c'è..
ma questo non conta.. quel che conta è che c'è per noi..
se gli altri poi non lo vedono in certi casi è peggio per loro..
forse la loro vita è vuota e monotona..
Forse non conoscono le vere gioie.. non capiscono bene cosa è l'amore..
Vivono impostate perchè la società ci ha direzionato in questo senso..
con regole da seguire a volte ispiegabili..
Insomma alla fine io penso che tu Giulia, non sia malata.., vedi cose che noi non vediamo.. per cancellare l'ssurdità e l'ipocrisia del mondo!
-Emy-
Noemy
grazie mille per aver condiviso le mie riflessioni sulla società,sui suoi percorsi prestabiliti, ma .....
io non sono schizofrenica, o almeno nessuno lo ha ancora mai appurato! ;))))
Grazie ancora
Bel dialogo
Il brano è questo: un dialogo retto molto bene al riguardo di un argomento sicuramente interessante per molti lettori quanto drammatico per la protagonista tutta tesa comunque alla sua sdrammatizzazione.
So che esistono vari tipi di schizofrenia e che i farmaci di ultima generazione sono eccellenti, ma qui entrerei in un campo minato per me.
Riprendo invece uno scambio di battute con la zia, riferendo questa storiella:
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14
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Ogni volta che partecipavo a un matrimonio di parenti, le mie zie mi davano pacche sulle spalle chiedendomi: «Allora, sarai tu il prossimo?»
Hanno smesso da quando ho cominciato a fare la stessa domanda ai loro funerali.
Ciao Giulia
:))
proverò con la faccenda dei funerali ma temo che certe convinzioni siano troppo radicate per
sottostare e retrocedere di fronte allo spauracchio della morte!
Il campo è minato anche per me Full ....
grazie della tua presenza.
Scusa l'intrusione,
ma la barzelletta di Full è TROPPO forte ! Ahahahah
:) bellissima questa...
:) bellissima questa... ahahah
Full
splendida quella delle zie.
Giuli, molto molto molto coinvolgente il tutto invece.
sono particolare recettore.
E' un piacere rileggerti,
E' un piacere rileggerti, dopo un po' di tempo passato a meditare...e ti trovo in splendida, splendidissima forma letteraria...un racconto molto bello, scritto molto bene...
Solo che mi chiedo (ah, ma perchè io faccio sempre domande sceme...) nella finzione di questo racconto, quanto ci sta di autobiografico?....
Ehehehehehe....non sei obbligata a rispondere.
Un caro saluto, amica mia.
Piero
Piero,
e ti pare che non rispondo a un amico??????
Di autobiografico c'è un buon 40% ... tutto il resto è frutto delle cose che vedo e sento tutti i giorni, quelle stesse cose che qualche volta mi hanno fatta sentire sana in mezzo ai folli o mi hanno indotto a desiderare la follia per sfuggire alla soffocante realtà.
Grazie mille, sai che ci tengo al tuo passaggio!
Piero,
e ti pare che non rispondo a un amico??????
Di autobiografico c'è un buon 40% ... tutto il resto è frutto delle cose che vedo e sento tutti i giorni, quelle stesse cose che qualche volta mi hanno fatta sentire sana in mezzo ai folli o mi hanno indotto a desiderare la follia per sfuggire alla soffocante realtà.
Grazie mille, sai che ci tengo al tuo passaggio!
caspita!
e che paroole potrei lasciare di fronte a tanta profondità di pensiero?
molto,molto bello,
graffiante.
la pazzia contro il comune perbenismo e moralismo becero dell'umanità,
una società meschina che ti presenta il conto,sempre salatissimo,quando non rispetti i suoi canoni,
un colpo al cuore il finale.
veramente da lasciare senza fiato.
grazie per averlo condiviso con noi.
hai centrato
in pieno il fulcro del racconto .... grazie a te per aver provato quel colpo al cuore sul finale e non avermi denunciato! ehehehehe
Grazie
da denuncia sarebbero gli
da denuncia sarebbero gli stupidi che aprono la bocca senza aver attivato cuore e cervello.
Non tutti
abbiamo la stessa sensibilità e non tutti feriamo con l'intenzione di ferire, qualuno lo fa senza accorgersene.
E poi ..... c'è un lato positivo anche nelle parole che ci tagliano come sciabole .... ci si scrive su dei racconti! :)))))
Grazie ancora
solo tanta stima per il tuo
solo tanta stima per il tuo scritto
controsensoooooo
ma che piacevole sorpresa .... grazie, grazie mille!
Condivido.
Dialogo molto gradevole e scorrevole. Contenuto che condivido pienamente.
Complimenti.
Lycos
grazie e .... piacere di conoscerti. :)
giulia
molto bello il tuo racconto. Pero' debbo dirti una cosa: anch'io ho avuto questa fascinazione "romantica" nei confronti della schizofrenia - mi pareva dischiudere, proprio come scrivi tu, la possibilita' di avere un mondo diverso da quello soffocante del perbenismo e della ripetitivita'. Questo, fino a che non ho conosciuto uno schizofrenico vero - e il profondissimo dolore e sgomento che provava di fronte a quel suo mondo parallelo che nessun altro conosceva. Le sue fantasie non erano di elfi, fate e mongolfiere, ma di orribili complotti tesi a schiacciarlo. Il ricordo di lui che cercava accorato di convincermi che le voci che sentiva erano vere ed anche quello di come stava dopo che gli avevano dato le "medicine" - il filo di bava alla bocca, il passo vacillante, lo sguardo spento - ancora mi stringe il cuore... Scusami, lo so che e' un commento troppo lungo, ma hai toccato un tasto dolente... Un abbraccio, Franca
cara franca,
so molto bene di cosa parli ed è per questo che ho trascinato la protagonista in quella visione romantica della malattia, perchè io di romantico, quando mi è capitato di entrarci in contatto, non ci ho visto proprio nulla!
Tante volte però nella vita ho creduto che se fossi stata capace di inventarmi un mondo parallelo, tutte le schifezze che quotidianamente vedo e sento, sarebbero state alleggerite nell'impatto col mio sentire.
Posso parlare francamente? Puttanate! Io non sono Amelie ed Alice è lontana anni luce dai miei sogni di quiete.
Ho provato a descrivere l'altro lato della medaglia, in questo caso della malattia, con tutto il rispetto che anche questa forma merita.
E oltre al rispetto la considerazione.
Grazie mille Franca e due abbracci in più per la condivisione di un'esperienza drammatica che non andrà più via da noi.
giulia
due abbracci, e anche un bacio, per la tua sensibilita'... franca
hermit
Che è davvero un bel brano te l'hanno detto tutti!
Condivido!
Del resto non è una novità che hai una buona capacità nello scrivere.
Voglio però osare dicendo che ci vedo un qualcosa in più rispetto a qualche mese fa, ci vedo... quel tocco alla Full!
Non parlo di plagio (non vorresi esser frainteso), piuttosto quella sana ammirazione per chi scrive in un certo modo che ti ha portato a scrivere questo testo con quel finale.
con permesso
Hermit
quasi quasi ti raggiungo e ti offro un caffè eheheh
Il paragone non regge perchè Full è troppo un grande nel modo di narrare ma le tue intenzioni e anche il fatto che ti abbia sfiorato il parallelo sono per me motivo di gioia immensa!
Immensamente grazie
il male oscuro è molto più
il male oscuro è molto più pericoloso di quello che potrebbe essere appunto perché non è riconosciuto come male neanche dalle persone affette...
Sì
pericolosissimo e nessun aiuto per chi ha qualcuno che ne soffre ....
Ciao Horus e grazie
Riprendo il commento di franca
dove specifica molto bene il dolore psichico dello schizofrenico. Forse qualcuno potrebe parlare di una difficoltà di adattamento per ciò che riguarda la tua protagonista. Il problema è che i farmaci si prendono quando si sta male, non quando la fantasia ci porta in dimensioni di benessere. Detto questo, le altre tematiteche del racconto:l'aspettativa dei parenti, i dialoghi velenosi, mi sono molto familiari e devo dire che li hai dipinti con grande realismo e ironia.Complimenti
elena
la schizofrenia non è solo quella di quel tipo ....
rifugiarsi in un mondo immaginario fatto di figure inesistenti anche se benevole,inventarsi un figlio che non c'è e conviverci, anche se a chi lo vive può sembrare una "botta si salute" è comunque un vedere cose che non ci sono nella realtà quindi schizofrenia.
E' stata una mia scelta analizzare questo aspetto della malattia
Grazie mille Elena
Giulia, hai fatto un salto di qualità
della Madonna ( mi perdonino i puristi) ! BRAVISSIMISSIMA !!!
otoroooooo
grazie! Sono contenta di non averti deluso.
A presto
io e Lorenzo
Giulia, è per-fet-to: scritto benissimo, scorrevole, "denso", fa sorridere ma poi ti lascia tanto amaro in bocca. Mi ha colpito moltissimo.
Arcel
grazie, sono contentissima che ti sia piaciuto.
Un caro saluto
A Giulia 75
Giulia,
il racconto mi è piaciuto.
E' ben scritto, ed originale.
Premettendo ciò, e che non è mia abitudine identificare i personaggi di un'opera letteraria con il suo autore...devo però dirti che, la visione della "malattia" , è troppo idealizzata.
La schizofrenia è un qualcosa di terribile.
Tra le più grandi disgrazie che possano capitare ad un essere vivente ed ai familiari che , lasciati soli dalle istituzioni, ci si trovano a combattere... rinunciando alla propria vita.
Vero è che ci sono vari tipi di disturbi psichici, anche più innoqui e "produttivi" nei confronti della società ,
e , solo in quel caso, c'è qualche squarcio di luce.
I farmaci dell'ultima generazione...ben vengano!
Hanno sotituito la vecchia camicia di forza, non guariscono, ma permettono di curare e tenere a bada la "malattia".
A tutti coloro che si commuovono leggendo di tali sofferenze, o che verbalmente inorridiscono...
pongo la seguente domanda: Permettereste ai vostri figli di frequentare uno schizofrenico, o addirittura di imparentarsi con lui?
Maria Pia
Ecco Damiani
hai colto il punto ... io ho volutamente preso in esame la parte meno distruttiva della malattia.
Quello che ho voluto dire attraverso questo racconto è questo, lo chiarisco una volta per tutte così non si creano fraintendimenti nè mi si taccia di superficialità : i percorsi che sembrano prestabiliti per ognuno di noi sin dalla nascita, le scadenze, un carattere particolarmente fragile, le ingerenze esterne
unite
ad altre cause di natura medica, possono portare ad una forma di evasione mentale che sfocia nella schizofrenia.
Inventare un figlio, parlare con lui, prendersene cura come fosse reale è schizofrenia.
Grazie damiani della tua cara presenza.
Eccomi.
Arrivo pessimo ultimo, dopo tanta coralità e capacità di giudizio.
Del 40% non parlo, vale quanto detto altrove (è importante sapere quello che gli altri... ecc. ecc.), del rimanente 60% nemmeno proferisco parola perchè incapace... Che son venuto a fare? A stupirmi e gongolare.
gongola pure ....
dalle mie parti anche gongolare è un'arte! :-)
Giulietta: delizioso questo
Giulietta: delizioso questo racconto in cui ironia e poesia si miscelano sapientemente.
grazie
Adele, sai che il tuo supporto è uno sprone per me.
Giulia, cosa mi ero persa,
è bellissimo, poetico, struggente, scritto benissimo.
moni
Moni .....
ti ringrazio,sono imbarazzat, grazie1000
Un testo che merita tutte le attenzioni, davvero.
Complimenti! Un saluto!
Grazie
Filomena, ci tengo in modo particolare in effetti a questo testo. :-)
Ciao
Ho letto con
grande interesse e mi è subito tornato alla mente il tuo
"Succede all'improvviso", dove affrontavi l'argomento in modo
molto più drammatico.
Le malattie mentali suscitano ancora molta diffidenza e timore.
Senza arrivare a casi limiti, basti pensare a quali sono le nostre reazioni
e comportamenti, nei confronti di un malato di depressione.
Grazie per gli spunti di riflessione,
un saluto CB.
ti ringrazio
infinitamente .... ho voluto trattare l'argomento in due modi diversi perchè certe malattie non hanno un unico modo di essere vissute o di evolversi.
Mi fa piacere ti sia piaciuto. Grazie a te
Brava brava bis ;)
Brava brava bis
;)
ahahah
ragazzo, vedo che le parole tra noi non vanno a vuoto! ;-)))
Grazie grazie tris
Tra i preferiti subito!!!!
Tra i preferiti subito!!!!
:-)
me ne compiaccio. :-) Grazie