Milano
Dopo un’ora sottoterra, uscire e scoprire che fuori sta piovendo è la cosa più deprimente del mondo. Alzo gli occhi a cercare qualcosa, come se Milano avesse ancora un cielo. Occhi arrossati dal neon e mani incrostate di germi, l’unica cosa che chiedevo ricomparendo dalla metro era vedere un po’ di sole. Ogni volta che mi trovo a Milano, mi sento cucita in faccia l’espressione che doveva avere quello stronzetto bassottello nella favola di mia nonna quando ha scoperto che gli hanno mangiato le molliche di pane.
In via Santa Sofia c’è gente sotto gli ombrelli che mangia mentre cammina. Non so dirvi come mai mi colpisca così tanto il fatto che la gente mangi e cammini assieme ma mi da una sensazione di ulteriore sbando, di tristezza pura. Siamo a Milano e non c'è neanche una cadrega per questi poveri cristi?
Arrivo alla segreteria della statale e mi metto in coda col numerino. Mi viene in mente il banco dei salumi. Ero lì perché è sorto un problema sulla mia identità: credevo di chiamarmi Andrea Maria Bucchi: sul mio vecchio codice fiscale c’era scritto così. Un giorno ne ricevetti uno con scritto “Andrea Bucchi”, chiesi delucidazioni all’anagrafe e scoprii che il nome con cui credevo di chiamarmi fino a quel momento era un’invenzione dell’Agenzia delle Entrate: non corrispondeva a nessuna persona, non era mai nato. Mi passò per la testa, già che c’ero, di cambiare la mia identità in Adriano Meis. Vent’anni e non sai ancora come cazzo ti chiami di preciso.. ok che la differenza non è come quella tra “Giorgio” e “Paolo” ma sono cose che ti fanno rimaner male comunque.
Ad ogni modo, devo solo compilare un modulo in cui dichiaro la mia ufficiale identità ed il tutto è risolto, addio al mio gemello cattivo Andrea Maria. Adesso ho una nuova vita, una nuova identità. Chissà cosa farò? Dove andrò? Chissà cosa mi aspetterà?
I leninisti.
:“Vuoi partecipare ai nostri incontri sulla crisi? Ma come, non ti interessi di attualità? Del tuo futuro?”.
“Attualità leninista” fa quasi più ossimoro di “profumo di peti”. Ragazzi assillanti che non si lavano da decenni mi vengono in contro brandendo volantini rossi. No, lo sbrego che ho sulla giacca me lo sono fatto cadendo in bici, non in manifestazione. Non sono mai entrato in un centro sociale ma io so di cosa odora un pollaio, e tu?
Milano mi deprime. Mi snerva.
La metro mi fagocita di nuovo. Mi inabisso a Crocetta. Riaffiorerò poi ad Udine, solo dopo undici fermate e tre cambi: da lì la metro viaggia scoperta fino al capolinea, ossia la mia fermata.
La metro puzza e fa rumore e la gente non parla mai, sta seduta e guarda per terra. E’ brutta, mette tristezza, non la sopporto. Che cazzo ci facciamo qui? È il surrogato di domanda esistenziale che mi viene in mente. Viene da dentro spontanea come un singhiozzo e non mi importa che non sia nulla di nuovo. Potremmo essere da qualche altra parte a fare qualcosa ma siamo in metropolitana, bloccati sottoterra a non fare niente con una voce che scandisce le fermate. Vi giuro che certe volte mi viene voglia di prendere a spintoni il primo palestrato di merda che passa e farmi picchiare. E’ un mio difetto quello di voler tradurre in fisico le sensazioni astratte che provo. Forse non solo mio.
Sconforto, inadeguatezza, malinconia che provavo in quell’istante, volevo che fossero impresse (ed espresse) a nocche sulla mia faccia. Non so perché.
Prendo la Rossa, mi faccio le mie porche cinque fermate e strascico fino alla Verde.
La Verde è la linea tenuta peggio di tutte. Mi guardo in torno per cercare un posto perché mi sento uno straccio ma il vagone è pieno di signore. Ogni volta che una signora entra in metro, io le cedo il mio posto perché sono un ragazzo per bene ma mai una volta che queste stronze ti ricambino il favore.
Ad una fermata entra un rumeno con una chitarra, si piazza di fianco a me e – vi giuro- attacca a suonare “Imagine”. A me viene in mente Garibuja e gli scoppio a ridere in faccia, poveraccio.
Questo è uno nuovo. Io conosco più o meno tutti i musicisti rom della linea Verde ma questo non l’ho mai visto. A tal proposito vi segnalo che, se siete fortunati, sulla tratta Cascina Gobba – Gessate, vi capita di trovare un ragazzo di colore fuori di testa che inizia a fare dei sermoni in stile Chiesa Evangelica. Potrei pubblicare una sorta di “Sorrisi e Canzoni” con i programmi e le fasce orarie in cui i vari “artisti di strada” si esibiscono.
A Cologno Nord piove, tanto per cambiare, e fa freddo. Non ci sono i controllori e qualcuno tira un sospiro di sollievo ma tanto io sono il pirla che ha sempre il biglietto. Se hai il biglietto, i miei coetanei ti guardano come un traditore asservito al sistema. Io ho il biglietto ma non i soldi per pagare la contravvenzione.
A Cologno aspetto il pullman e me ne torno a casa mogio. Piove anche a casa. E’ una giornata di merda.
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Bravo. Non riesco ad
Bravo. Non riesco ad aggiungere altro, ma hai quasi dipinto con le tue parole.
Un saluto.
Piero
Andrea-Maria..
sei davvero in gamba: ho iniziato a leggere perchè mi sei simpatico, ho continuato perchè ero coinvolto dalle immagini ed ho terminato (con un sottile dispiacere) perchè sei bravo.
mi sembrava di sentirlo, quell'odore di stanchezza e di rassegnazione, sottolineato dai sobbalzi delle carrozze e dai neon sbucciati.
ancora bravo :-)
p.s.: quello del doppio nome scomparso è un problema comune: io sono in causa da anni con la pubblica amministrazione per questo motivo.
Anser e Caino
Accidenti, grazie!..non so mai cosa rispondere ad un complimento, scusate..e non rispondere mi sembrerebbe scortese..comunque, non preoccupatevi: ho in mente una storiella che vi farà rimangiare tutto. Hahahahah!
Andrea
anche io ci vado ogni tanto a Milano e quando parli dell'uscita dalla metro ... ne fai sentire quell'odore,
inconfondibile... è tutta bella.
Sei bravo e vero, ne sono stata sicura da quel tuo Pesce Sacrificato.
Ciao Buc
moni
Grazie anche a te, Monidol,
Grazie anche a te, Monidol, apprezzo davvero i tuoi complimenti. Li apprezza anche il povero vecchio Forst, spiaccicato dalle critiche più che dal proprietario ;).
Un saluto
si per milano
si c'hai una bella scrittura che si legge d'un fiato, una bella giornata di m... a milano, beata me..! ciao
Bravo Andrea
Di solito gli estemporanei di Milano tracciano dei quadretti sbavati, tu invece la vedi proprio com'è. Una Milano che non appartiene più a nessuno, nè ai milanesi e ancor meno agli ex milanesi come me.
Sei bravissimo, eccezionale considerando l'età... così misurato nell'ironia. Poi brillante, attento (mi suggerisce la segretaria: a lei gli aggettivi vengono meglio che a me).
Complimenti Andrea
Full.. mi hai spiazzato
Full.. mi hai spiazzato letteralemente..ho il cervello che balbetta: non sono una persona che si copre di modestia fasulla ma un complimento del genere non me lo sarei mai aspettato. Anzi, credevo di essere stato mediocre in questo racconto..ops..dovrei acquisire un grado maggiore di autocoscienza critica forse.. oppure è stata semplicemente una botta di..
Ad ogni modo, grazie per il complimento (e l'insito incoraggiamento a continuare).
Mister B
Mister B. lei è bravo molto....ma a me Milano piace infinitamente....
ti lascio la mia sulla metro
milli
Come tessere di domino nero, come echi buttati
scorrono in sotterraneo le umane voglie.
Un fiore arancio, sì, datemi una moda pop,
o un'adolescente inquieta...
prendo anche una giapponese in tacchi rosa!
Voglio Luce Luce!!!
Qui, nel vortice di vocali lunghe,
anche i baci sono catrame.
Qui, tra quotidiani che non paghi,
pensi agli errori
che un giorno pagherai.
Forse mi salvo, sì forse...
sono brava a mentire:
impenetrabile conservo
la radice della risata
in membrana antiaderente.
tucc el mond a
tucc el mond a l’è paes
e semm d’accord
Vina
el to milanes me cunvinc minga tropp...
eppure il copiancolla non
eppure il copiancolla non mente mai
andrea
si: brillante e attento. direi che la mitica segretaria di full ha azzeccato gli aggettivi. m'e' piaciuto molto. complimenti. un saluto, franca
Grazie, Franca, mi era
Grazie, Franca, mi era sfuggito il tuo commento
complimenti ...
bello, davvero ben scritto.
Ti becco a 203 letture
e mi dico che ne meriteresti ben di più. Quest'acquerello è convincente, e qualcuna delle tue battute è fenomenale (attualità leninista!). Vai col liscio.
:)
p.s.: il rumeno con la chitarra ero io. Ogni tanto arrotondo...
Ciao Gari
A presto!
Ehi, caro Full, ti ricordi
quando ci dicemmo che 'sto Andrea Maria - una volta ripulito di tutti gli UFO, Unidentified Fucking Objects di cui aveva farcito il suo primo scritto - era una bella penna? Ecco qua che non ci sbagliavamo.
Ora so che ha pronto un raccontino piuttosto turpiloquiato che non osa mettere per paura delle nostre legnate. Io direi di sollecitarlo, e poi vediamo.
Ad maiora.
Gariiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Gariiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Evvai! La tua presenza mi mette di buonumore nonostante io abbia appena unito, nel palmo della mia mano sinistra, la passione per le piante grasse di mio padre e la mia dannatissima impossibilità di vedere al buio. Torni allora?
P.s.: casomai non tornassi, non è che saresti così gentile da comunicarmi, anche in privato, se stai pubblicando da altre parti? Vorrei continuare a leggerti. Grazie.